Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Italian Version)

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è un’istituzione non profit
attiva a Torino dal 1995 dedicata alla ricerca, produzione e formazione
nel campo dell’arte contemporanea. La Fondazione ha le sue radici nella
Collezione Sandretto Re Rebaudengo, una costellazione esemplare di
opere che dal 1992 riflette la pluralità di ricerche degli ultimi decenni.

La centralità dell’artista è missione statutaria e si struttura come sostegno
alle nuove generazioni artistiche, attraverso la promozione, la
realizzazione di mostre e la produzione di opere. Il visitatore è al centro
della seconda missione della Fondazione, destinatario e protagonista
delle iniziative rivolte alla diffusione e all’ampliamento della conoscenza
dell’arte contemporanea come i programmi educativi e i servizi di
mediazione culturale.

Oggi la Fondazione è un centro espositivo riconosciuto a livello internazionale ed è un’agenzia educativa con una forte identità e un’intensa esperienza nell’ambito della formazione, attestata da programmi come la Residenza per giovani curatori stranieri, nata nel 2006, da Campo, corso indipendente per curatori italiani, avviato
nel 2012, dalle periodiche giornate di studio per insegnanti ed educatori,
dai seminari sui temi dell’accessibilità e della mediazione culturale.

In linea con la propria mission, in occasione di Sartirana Textile Show,
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo decide di puntare sul
contemporaneo presentando l’opera del 2007 Untitled (Magenta Stripe
Gobelins), dell’artista messicano Gabriel Kuri. La scelta risiede nella
volontà di mostrare come l’arte tessile sia tuttora in grado di stimolare e
accompagnare le ricerche artistiche contemporanee, riguardanti tanto
l’analisi di temi politici, sociali e culturali, quanto questioni estetiche
mediali e post-mediali. Tale interesse è testimoniato sia dalla mostra
dedicata del 2014, Soft Pictures, a cura di Irene Calderoni, sia dalla
presenza in Collezione di numerosi arazzi prodotti da artisti di fama
internazionale come Mike Kelley, Goshka Macuga, Rosemarie Trockel e
Piotr Uklanski. Tra questi, l’opera di Kuri è stata selezionata per la
capacità di trasformare l’arazzo in materia riflessiva e poetica tramite cui
riflettere su temi come le transizioni commerciali e il consumismo.

Untitled (Magenta Stripe Gobelins) è una serie di quattro arazzi in lana
che riproducono fedelmente quattro scontrini fiscali. Numeri e parole
sono però sovradimensionati, come metafore di un orizzonte quotidiano
dominato dall’economia. La riflessione è estesa a tempi differenti tramite
il titolo che richiama la celebre arazzeria francese Goblin, fondata nel 1601. Quella di Kuri non è tuttavia una denuncia amara ma apre a una dimensione umana condensata nel “Grazie e Arrivederci” dello scontrino,
con cui l’artista sembra rivolgersi allo spettatore.